28/03/2024 A Bari i giovani del carcere minorile realizzano “Il grembiule del servizio”: «E’ stato un intenso percorso di riflessione e di lavoro collettivo, permeato dalle parole del vescovo Tonino Bello e dalla sua interpretazione della sera del Giovedì Santo», spiega il cappellano don Even Ninivaggi

I ragazzi del carcere minorile “Fornelli” di Bari vivono la Quaresima e la Santa Pasqua nella speranza di un futuro migliore. Dopo il primo laboratorio “Il profumo dell’amore”, incentrato sull’offerta delle essenze per il sacro crisma, e il secondo dal titolo “Il pane del perdono” con la realizzazione artigianale delle ostie, quest’anno hanno intessuto manualmente “Il grembiule del servizio”. Un lavoro certosino, fatto di piccoli ricami e cuciture, oltre ad un disegno colorato, che incarna l’essenza delle tre grandi dimensioni umane e spirituali che aiutano tutti a ritessere la trama sgranata della vita: amore, perdono e servizio. Per i giovani reclusi, che affrontano un cammino di vita difficile tra lacrime e sorrisi, tra errori e attese, la Settimana Santa diventa il simbolo della redenzione. «Con la loro creatività, a volte nascosta, hanno realizzato anche quest’anno un’opera-segno per ritrovare la strada smarrita e sentirsi più vicini non solo a Dio, ma anche alla comunità ecclesiale. Il grembiule bianco, sul quale è stata dipinta una croce luminosa e un catino con l’acqua, sarà offerto da alcuni dei ragazzi improvvisatisi artigiani, durante la Messa Crismale del Giovedì Santo celebrata nella cattedrale di Bari. Per ognuna delle 126 parrocchie della diocesi, il manufatto verrà poi usato nella messa in Coena Domini, al momento del rito della lavanda dei piedi», sottolinea monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto.

«Sono piccoli ma importanti segni che dimostrano come il mettersi in gioco valga più di tante parole. Così, si fa strada il grande sogno di poter avere fuori dal carcere una seconda possibilità per andare avanti. Uno dei ragazzi, che ha creato il grembiule usando anche i pennelli per il simbolico dipinto», dice. «E’ stato un intenso percorso di riflessione e di lavoro collettivo, permeato dalle parole del vescovo Tonino Bello e dalla sua interpretazione della sera del Giovedì Santo. Leggendo i suoi scritti, i ragazzi hanno chiesto di voler realizzare per tutte le parrocchie dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto questo “segno del potere perché si comprenda il potere di questo segno, per una chiesa del grembiule che si metta al servizio di tutti, perché si fida di tutti”, come recitava spesso don Tonino» dichiara don Even Ninivaggi, cappellano del carcere minorile.