Luciana delle Donne, dopo 20anni di carriera nel mondo della finanza, nel 2006 decide di abbandonare tutto per dedicarsi a un impegno ben diverso: rendere le differenze tra persone un valore aggiunto e trasmettere un sentimento di fiducia e di entusiasmo a coloro che vivono una situazione di disagio o di svantaggio sociale.

Crea Officina Creativa allo scopo di diffondere modelli culturali che producano nuove forze per il cambiamento. Il primo progetto cui da vita Made in Carcere, il suo mantra “il bene comune ci può salvare” l’ha portata, lo scorso 24 marzo, a ottenere il titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferito dal Presidente Mattarella. “Voglio dimostrare che fare del bene fa bene: se lavoriamo per un benessere comune è molto più facile essere felici”: Il suo Pan di Vita nasce da una fusion di tradizioni gastronomiche che unisce il Panterrone al Pan tramvai. Il primo un panettone di terra tipico della tradizione del Sud Italia, mentre l’altro, di tradizione brianzola, ci porta al nord e ci ricorda il gusto che deve avere la dimensione della lentezza. Era, infatti, lo spuntino semplice ma “calorico” che accompagnava il lungo viaggio tra Milano e Monza. Proprio come questi due dolci della tradizione, il Pan di Vita nasce con lo scopo di recuperare una cultura del pane, del gusto e di alti valori nutrizionali ma anche, e soprattutto, di storia e di unione oltre ogni divisione che sia culturale, geografica o semplicemente – ma sempre più diffusamente – legata a pregiudizi. Mesi di studio e di prove in stretta collaborazione con i minori in stato di detenzione dell’Istituto Penitenziario Minorile di Bari – monelli tra i fornelli – hanno portato alla nascita del Pan di Vita. Quattro ingredienti biologici certificati: olio extravergine di oliva, zucchero di canna e farina del Senatore Cappelli, vino primitivo di Manduria DOP, fusi con i migliori ingredienti della terra: nocciole, mandorle, fichi, uva passa, buccia d’arancia e, infine, un pizzico di segreto come nelle migliori ricette. A ricordarci della bellezza e della generosità della natura. Una caccia al tesoro di sapori, colori e profumi ma anche, e soprattutto, un pane da spezzare per condividerlo con gli altri. Sempre con una grande attenzione alla scelta delle materie prime, alla cura del cibo e del prossimo.