Delegazione avvocati Aiga visita il carcere di Matera e conferma la criticità del sovraffollamento e delle carenze di organico

Continua il progetto di visita alle 70 carceri italiane che l’Onac Osservatorio nazionale carceri dell’Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati) ha aviato a partire dal 25 marzo in occasione delle festività pasquali. Dopo Melfi e Potenza, è stata la volta della casa circondariale di Matera, visitata dalla delegazione composta dagli avvocati Maria Teresa Tralli, referente regionale dell’Osservatorio Carceri per la Regione Basilicata, Valeria Montemurro e Walter Viceconte della sezione Aiga di Matera. La delegazione è stata accolta con grande disponibilità e partecipazione dalla Direttrice Rosa Mussicco, dal Comandante Primo Dirigente Bellisario Semeraro e da Carmen Saladino e Rossella Murgolo, funzionarie giuridico-pedagogiche. Le criticità emerse nel corso della visita sono legate «al sovrafollamento ed alle carenze strutturali e di organico dell’Istituto, problematiche che la direzione e il personale dell’amministrazione penitenziaria quotidianamente devono affrontare per contemperare i diritti delle persone detenute alle esigenze di ordine e sicurezza». Come riportato da Cronache Lucane, in Basilicata, la soglia del sovraffollamento è stabilmente oltre quota 100 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare dei 3 Istituti penitenziari lucani ubicati a Potenza, a Melfi ed a Matera. Al 31 marzo scorso, come da monitoraggio ministeriale, in Basilicata a fronte di una complessiva capienza regolamentare di 368 posti, 483 i detenuti presenti (di cui 62 stranieri e 2 in semilibertà): 115 in più. Non tutte e 3 le case circondariali lucane, però, versano nelle stesse condizioni: la situazione più critica era e rimane quella a Melfi. A Potenza, a fronte di una capienza regolamentare di 110 posti, al 31 marzo, 90 i detenuti presenti di cui 15 stranieri. A Matera, invece, a fronte di una capienza regolamentare di 132 posti, 192 i detenuti presenti di cui 38 stranieri (60 in più). A Melfi, infine, a fronte di una capienza regolamentare di 126 posti, 195 i de- tenuti presenti di cui 9 stranieri (69 in più). Le carenze di organico, è emerso, «<sono aggravate dall’accorpamento con l’istituto di custodia attenuata di Altamura con cui la Casa Circondariale di Matera, già sovraffollata, condivide sia la direzione carceraria che il personale di polizia penitenziaria». Dal punto di vista strutturale l’Istituto <risente dell’assenza di un numero congruo di sale comuni per le attività scolastiche, formative e ricreative, della mancanza di adeguata illuminazione ed aerazione nella sezione protetti sita al piano terra, e della presenza di stanze di pernottamento che ospitano fino a sei detenuti». Tra i punti di forza, ha evidenziato la delegazione di avvocati, <sicuramente l’esistenza di un laboratorio di sartoria dove attualmente sono impiegati dei detenuti che realizzano borse e oggettistica “Made in Carcere” utilizzando sfridi di produzione di salottifici locali, nonché la prossima apertura di un forno interno alla Casa Circondariale in cui le persone detenute saranno impiegate nella produzione e vendita di prodotti da for- no». L’Aiga sezione di Matera, al termine della visita, ha sottolineato <la necessità di assicurare la piena attuazione dei diritti e degli interessi delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale attraverso la nomina di un Garante regionale per i diritti delle persone detenute, di cui la Basilicata è l’unica regione italiana ad esserne priva; secondo l’Aiga, infatti, l’assenza di una figura di riferimento per i detenuti è il sintomo di una scarsa attenzione da parte delle istituzioni locali verso la funzione di legalità incarnata dal Garante e verso le condizioni dei luoghi di pena e dei detenuti>.