“La vita è fatta di scelte e non di occasioni”

Chi ci ha già scelto è felice di aver partecipato ad un sogno di “rigenerazione umana” perchè solo così possiamo offrire dignità e competenza.

Grazie per aver sostenuto con il tuo generoso gesto il nostro progetto di sostenibilità ambientale e di inclusione sociale attraverso la piattaforma di crowdfunding Eppela.

Grazie a tutti i 76 sostenitori potremo realizzare l’applicazione  Made in Carcere_BY_ME. Con questa donazione hai scelto anche tu di cambiare lo stato delle cose e ora sei protagonista della collezione Ethic, Fashion and Design di Made in Carcere.

Eleganza e bellezza possono  esistere anche in luoghi di degrado e di emarginazione, cambiando così il corso della vita.

Grazie per esserti App_licato!!

 

 

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Tre splendide storie al femminile Quando l’imprenditoria fa del bene

Nella storia di Luciana delle Donne c’è, invece, la decisione di lasciare Milano per tornare nella sua Puglia. Così, dopo vent’anni di carriera come top manager, nel 2004 passa dal design di canali innovativi nelle banche alla costituzione di Officine Creative, una società no-profit per il reinserimento delle persone svantaggiate. Dall’innovazione bancaria all’innovazione sociale: così Luciana dà vita anche al brand Made in Carcere, che promuove laboratori sartoriali per carcerate. Alle detenute di Lecce e Trani Luciana offre la possibilità di entrare in un percorso professionale legato alla raccolta di tessuti di recupero e alla realizzazione di prodotti all’interno dei laboratori carcerari. Un’opportunità lavorativa che, oltre ad uno stipendio, dà alle detenute una nuova dignità, una chance unica per rimettersi in gioco.

I prodotti di Made in Carcere sono diffusi nei negozi Eataly, in shop italiani e statunitensi e nei due aeroporti di Bari e Brindisi. Tra i clienti c’è anche l’Università Luiss. Un progetto ambizioso che si sta moltiplicando. È stato avviato, infatti, anche il settore maschile, specializzato nella “banca del tessuto” (per il deposito e lo smistamento dei tessuti di scarto delle aziende), la sala taglio e la stampa delle etichette.

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Modelli di altruismo: ecco le storie di ISUPP

Chi sono i premiati di “IoSonoUnaPersonaPerbene”? Uomini e donne diversi, che sanno riconoscersi, dialogare e confrontarsi – ha sottolineato il presidente dell’Associazione ISUPP, Sauro Pellerucci - ricercano il bene comune e amano la giustizia

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Made in Carcere "contamina" con i suoi orti "Seeds&Chips" dall'8 all'11 maggio presso Rho Fiere Milano

Da oggi e fino all'11 maggio saremo presenti alla più grande manifestazione di food innovation "Seeds&Chips". L’agricoltura dialoga con il progresso. Il settore primordiale della civiltà si affaccia all’innovazione per trovare delle risposte concrete alle dinamiche e ai problemi della nostra era. I nostri Orti Verticali ne saranno protagonisti presso Fiera Milano, nello spazio espositivo, che per l'occasione diviene una agorà resa comoda anche dai nostri coloratissimi cuscini, per incontri, workshop e scambi, accompagnati dagli amici di Vazapp, Miur Social, Future Food Institute e Crea (consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria).

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FAU FESTIVAL

Dal 20 al 29 luglio l’innovazione farà tappa a Putignano. Troverete i nostri prodotti in vendita all'interno della manifestazione!

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Made in Carcere protagonista al Premio Non Sprecare - VII edizione

24 novembre 2016 ore 9:00
Aula 200 - Viale Romania 32, Roma                              

Il Premio Non Sprecare, in collaborazione con LUISS, nasce da un'idea di Antonio Galdo e promuove progetti e buone pratiche economiche e sociali che mettano in discussione il paradigma contemporaneo dello spreco. Il Premio si rivolge a diversi segmenti della società civile e articola in cinque sezioni (Personaggio, Aziende, Istituzioni e Associazioni, Scuole, Giovani) rivolte a persone fisiche e/o giuridiche che abbiano realizzato, nel corso dell'anno, originali e utili iniziative antispreco. 

46pm

Il Premio si avvale della partnership di rilevanti e sensibili realtà del Paese: il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il WWF, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Gruppo editoriale Banzai, RAI Radio1, l’Università “Sapienza” di Roma, la Fondazione Catalano.

Saluti e apertura dei lavori
Giovanni Lo Storto Direttore Generale LUISS

Marcello Di Paola Docente di Global Justice ed Environment, Population and Sustainability LUISS, Direttore Scientifico del Premio
"Conoscenza: la fragilità della risorsa illimitata"

Premiazioni
Luciano Monti Docente di Politiche dell’Unione Europea LUISS - Sezione Scuole
Francesco Rullani Docente di Impresa e management LUISS - Sezione Associazioni e istituzioni
Paola Santoro Consulente di business e Docente LUISS nel Progetto ERS Lab - Sezione Giovani
Luciana Delle Donne Change manager, fondatrice di Officina Creativa e Leader del progetto Made in Carcere - Sezione Aziende

Interventi
Giovanni Sorlini Responsabile Ambiente, Qualità e Sicurezza Inalca Gruppo Cremonini "Il progetto mucca green e la clessidra ambientale"
Davide Carnevale Direttore Marketing Gruppo Acotel "Come realizzare l'efficienza energetica"

Antonio Galdo ideatore del Premio, consegna il riconoscimento della Sezione Personaggio 
Interviene: Simonetta Fiori Giornalista e inviata La Repubblica 

Intervento conclusivo
Enrico Giovannini Docente di Statistica Economica Università di Roma "Tor Vergata" e portavoce dell'Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile ASviS "L'Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile"

 

MAGGIORI INFORMAZIONI QUI

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Il progetto Made in Carcere® tra i cinque più importanti Changemaker di Ashoka

Se ne parlerà il 22 Novembre a Milano alle 18.00 al Vodafone Theatre.                            

Dal lavoro nelle carceri, alla lotta alla mafia; dai congedi di maternità fino alla tecnologia a scopo educativo: l’innovazione Made in Italy parte anche dal sociale. Se ne parlerà il 22 Novembre a Milano alle 18.00 al Vodafone Theatre. 

Ashoka, la più grande rete al mondo di innovatori sociali, ha selezionato quest’anno cinque nuovi imprenditori sociali (Ashoka Fellow) italiani che offrono approcci creativi alla risoluzione di problemi fondamentali per il nostro Paese e per il resto del mondo, trasformando urgenze collettive in soluzioni e in occasioni di lavoro. 

Entrare nella rete globale di Ashoka garantisce ai Fellow programmi internazionali di affiancamento, coinvolgimento di diversi professionisti, ampliamento della propria impresa sociale, replica del proprio modello e riconoscimento come voce di spicco nel proprio settore. L’obiettivo è un cambio dei sistemi non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. 

Alcuni esempi concreti. 

Come agire in modo incisivo sulla partecipazione delle donne nel mondo del lavoro? 

Luciana delle Donne fonda Made in Carcere un progetto divenuto di riferimento nel mondo non-profit, che concilia etica ed estetica, dove tutti gli attori protagonisti vincono. I principi dell'iniziativa sono infatti l'impatto ambientale e l'inclusione sociale. Il modello è quello della "second chance": una seconda opportunità per le donne detenute che, oltre ad imparare un mestiere, costruiscono un percorso di riavvicinamento al mondo reale, e per i tessuti e gli oggetti che vengono recuperati presso le aziende tessili italiane ed europee.  Tutto ciò per dimostrare che anche in luoghi di disagio e degrado, la bellezza può creare valore. 

 

“In questo modello che mi piace definire di benessere diffuso, tutti gli attori coinvolti vincono, con un importante impatto sull’ambiente e sulle persone”.

Luciana Delle Donne

 

Riccarda Zezza capovolge il modo delle aziende di pensare al congedo di maternità: la maternità è come un master, un percorso formativo capace di far acquisire competenze di leadership da poter attuare sul lavoro. L’esperienza di MAAM – Maternity as a Master dimostra che investire sulle neomamme aumenta la competitività di un’azienda, anziché danneggiarla.  

 

Il tema della lotta alla criminalità organizzata vede due protagonisti nella rete italiana di Ashoka. Dario Riccobono, fondatore di Addiopizzo Travel, che opera in Sicilia nel settore del turismo etico e libero dal pizzo, nato sulla scia del movimento Addiopizzo. In Calabria, invece, Vincenzo Linarello porta avanti, con il gruppo cooperativo GOEL, un’intensa lotta alla ‘ndrangheta e alle massonerie deviate, mirando al “cambiamento della Locride e della Calabria nell'affermazione piena della libertà, della democrazia, della giustizia sociale ed economica”. 

Non manca il tema dei giovani e dell’abbandono scolastico degli adolescenti, che in Italia raggiunge il 30%. Alfonso Molina di Fondazione Mondo Digitale utilizza la tecnologia in percorsi di apprendimento pratico per giovani disoccupati per educarli a valori fondamentali come l’empatia e il lavoro di squadra. 

Francesca Fedeli è invece la prima Fellow selezionata da Ashoka Italia, nel 2015: con il suo progetto Fight The Stroke applica le ricerche neurologiche più all’avanguardia per migliorare le tecnologie disponibili per la cura delle giovani vittime di ictus. Un altro Fellow 2015 è Mario Molteni che attraverso E4impact propone un modello di executive MBA facilmente replicabile a sostegno dell’imprenditoria d’impatto in Africa. 

Questi e altri protagonisti dell’innovazione sociale italiana si riuniranno il 22 novembre alle ore 18, nella cornice del Vodafone Theatre di Milano, in un’occasione unica di incontro, condivisione e confronto di buone pratiche e percorsi comuni, sotto la stimolante moderazione di Antonella Broglia, TEDx Europa Senior Ambassador. 

 

Dopo il lancio di Ashoka in Italia due anni fa con il programma internazionale This Works! per la lotta alla disoccupazione nei Paesi dell’Europa meridionale - che ha portato alla replica di 17 soluzioni innovative in Italia, Grecia e Spagna - Ashoka Italia continua a diffondere, nel nostro Paese e nel mondo, il lavoro dei  propri Fellow. Le attività di lotta alla criminalità organizzata di Dario Riccobono e Vincenzo Linarello, per esempio, stanno facendo il giro del mondo grazie a diversi programmi internazionali di Ashoka, così come il nuovo modello di riconoscimento della maternità all’interno delle aziende promosso da Riccarda Zezza, ospite a Washington il mese prossimo insieme a Linarello. 

Il messaggio principale che la rete di Ashoka attualizza e diffonde è che tutti possiamo – e dobbiamo – essere agenti del cambiamento: Everyone a changamaker. Gli imprenditori sociali di Ashoka sono persone con storie diverse, provenienti da settori differenti, che hanno semplicemente e coraggiosamente, fatto una scelta trasformandola poi in un’attività di imprenditoria sociale. Per formare cittadini in grado di operare simili scelte il mondo dell’istruzione è fondamentale. Anche questo è un tema di cui si parlerà durante la serata del 22 novembre, attraverso un incontro con alcuni professori della rete di Ashoka - Paolo Rossi dell’Università del Piemonte Orientale, e Daniele Manni, finalista al Global Teacher Prize nel 2015 - sull’importanza ed il ruolo della scuola e dell’università nella formazione di futuri attori del cambiamento. 

Ma chi è un changemaker? Quali sono le qualità che lo caratterizzano? Il changemaker mira tenacemente al bene comune. Fa buon uso dell'empatia per identificare un problema specifico o un’opportunità da sfruttare all'interno del suo ambiente, e decide di attivarsi a riguardo. Ma deve andare anche oltre. Le iniziative di innovazione sociale dei changemaker di Ashoka non si limitano a creare impatto positivo né ad ampliarlo su più larga scala, ma mirano a modificare interi sistemi, ovvero le leggi, le politiche, le pratiche organizzative del lavoro, l’economia. 

Viviamo in mondo sempre più interconnesso e che si evolve sempre più rapidamente. La complessità e la portata delle sfide sociali globali non permettono più di agire in un’ottica settoriale, ma richiedono una collaborazione tra diversi attori nella definizione di nuove strategie e nella diffusione di soluzioni di successo, che abbiano impatto globale nel modificare interi modelli e comportamenti.  

“Le grandi idee sono grandi perché sono infettive: ispirano altri a fare lo stesso” (Bill Drayton, Fondatore di Ashoka) 

Ashoka agisce anche come facilitatore di tali connessioni e alleanze, con l’obiettivo di agevolare gli innovatori sociali a universalizzare la loro iniziativa nel più breve tempo possibile. Durante la serata del 22 Novembre ci saranno due momenti di tavola rotonda con altri protagonisti dell’innovazione sociale italiana: la prima con Flaviano Zandonai (IRIS Network), Elena Casolari (ACRA e Opes Fund) e Alessandro Valera (Ashoka Italia), moderati da Davide Agazzi (Comune di Milano); la seconda insieme a Fondazione Cariplo, Fondazione Vodafone e Lifegate

L’evento si terrà al Vodafone Theatre di Milano, in Via Lorenteggio 240. Le registrazioni apriranno alle 17.30, per iniziare puntuali alle 18.00. A seguire verrà offerto un aperitivo. Per iscriversi è necessario compilare il form al seguente link: everyoneachangemaker.eventbrite.com. 

 

 

 

EVERYONE A CHANGEMAKER 

Fai la tua parte! 

In qualunque settore si operi, a qualunque livello, si può essere innovatori e attivare il cambiamento. Il 22 novembre vieni a conoscere gli imprenditori sociali di Ashoka Italia e scopri come diventare parte attiva di questo movimento. 

 

Contatti 

MARTEDÌ 22 NOVEMBRE 2016 ore 18.00 - 20.00 

Vodafone Village Theatre Via Lorenteggio 240, Milano 

A SEGUIRE APERITIVO! 

·  Giulia Sergi, Responsabile dell’evento: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

·  Laura Prinzi, Direttrice programmi di Ashoka Italia: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Segui Ashoka Italia su Facebook: https://www.facebook.com/AshokaItalia 

 

 

Collaborano all’evento: 

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Aprile: Presentata la borsa più grande del Mondo in occasione del Fuori Salone del Mobile a Milano.​

AL FUORISALONE DI MILANO

Tessuti Carvico per la maxi borsa realizzata dalle sarte detenute

Non è una borsa dasfoggiare ad una seratatra amiche, senon altro per le suedimensioni. L’accessorio, infatti,è alto sei metri, lungo altrettantoe largo tre. Ma per unavolta, non è l’apparenza checonta, ma il significato.La «Made in prison standingbag» è una maxi borsa realizzatadalle detenute della Casa circondarialefemminile di Trani e Lecce.

E, a contribuire al progetto, ci sonoanche le bergamasche Carvico eJersey Lomellina, che, insieme adaltre aziende, hanno donato i tessutiper realizzare la borsa.L’iniziativa, promossa dalla cooperativasociale Officina Creativadi Lecce, in collaborazione con laOfficine Tamborrino di Ostuni(che si è occupata della strutturadi alluminio che la sorregge), è statapresentata al Fuorisalone di Milano,dove resterà fino a domenica.L’interno della borsa è visitabile,passando dal buio (che rappresentala cella), ai colori, simbolo delriavvicinamento al mondo del lavoro,fino alla luce, che rappresentail percorso di crescita all’internodel carcere grazie ad un’opportunitàlavorativa. «È un grande piaceresostenere le iniziative di Made inCarcere (il brand di Officina Creativa,ndr) – dice Romina Barelli,responsabile marketing di Carvico.

Ammiriamo l’impegno e la dedizionea favore delle donne che a uncerto punto della loro vita si sonosmarrite. Dare loro una secondachance è ammirevole; aiutarle, sostenerlee accompagnarle nel lorocammino verso un futuro miglioreha un valore immenso». Guardandoai numeri, infatti, l’80% circa deidetenuti che ha avuto la possibilitàdi lavorare in carcere, una voltauscito non delinque più. Mentreoltre l’80% di chi sconta una penasenza lavorare durante il periododi detenzione, torna a delinquere.L’obiettivo della «Made in prisonstanding bag» è anche quellodi battere il Guinnes dei primatidella borsa più grande del mondo.Un esperimento già tentato nel2009 con la creazione di una borsadi circa tre metri per due, ma nontridimensionale, la cui presentazionein anteprima al Macef (il Saloneinternazionale della casa) èstata però compromessa da problemitecnici, uno su tutti il maltempo.A riprova che oltre alla buonavolontà, a volte ci vuole ancheun pizzico di fortuna.

Francesca Belotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Luciana Delle Donne Speakers a Parabere forum

Per la prima volta in Italia il forum dedicato alle donne del mondo gastronomico. Si chiama Parabere Forum (www.parabereforum.com), il congresso che vuole dare voce alle donne eccezionali internazionali che si impegnano ogni giorno per lo sviluppo alimentare, la lotta alla fame nel mondo, il progresso gastronomico. Una grande voce per ribadire una leadership alternativa, che non contempli sono gli uomini in posizioni di comando.
E la sua seconda edizione (la prima si è svolta a Bilbao) sarà a Bari dal 6 al 7 marzo 2016.

A spiegare l’iniziativa volta a migliorare la realtà gastronomica, del cibo, dell’alimentazione e dell’agricoltura coinvolgendo leader del mondo economico, politico, accademico e sociale – 300 partecipanti da ventisei paesi, tra cui opinion leader come l’attivista Vandana Shiva, la relatrice delle Nazioni Unite Hilal Elver e poi contadine, scienziate, grandi cuoche, sommelier e ristoratrici da ogni parte del piante – il suo presidente Maria Canabal, giornalista e critico gastronomico.

Insieme a lei, Luciana Delle Donne, fondatrice di Made in Carcere, il progetto sociale che permette alle donne detenute di confezionare e realizzare oggetti con materiali di recupero per dare loro una “seconda vita” e che da poco ha dato vita all’idea di creare di biscotti insieme ad Agricole del Sole, l’azienda del Gruppo Casillo impegnata nella produzione di prodotti agroalimentari dell’Alta Murgia.

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"Una seconda chance per volare”: Street Writers chiamati a riqualificare un quartiere - Murales sui muri di Palazzo Paladini che ospita il progetto Made in Carcere

Due giorni di street art, musica e confronto. Si è conclusa, oggi, in piazza Europa, a Lequile, la manifestazione dal titolo “Una seconda chance per volare”, organizzata dagli assessorati alla Cultura e ai Servizi Sociali, con l’obiettivo di coinvolgere i più giovani in una sana e collettiva attività di riqualificazione del quartiere e, più in generale, sensibilizzare alla tutela del bene comune ed educare al rispetto verso tutti.

Durante la due giorni, alcuni muri della Fabbrica di Paladini, di recente bersaglio di incivili atti di vandalismo, sono diventati grandi tele a disposizione di un gruppo di writers professionisti che hanno dato vita a vere e proprie opere d’arte che adesso danno bella mostra di sé. Ad accompagnare il lavoro di creazione dei murales, esibizioni estemporanee dei corsisti del laboratorio di tamburo diretto da Vito De Lorenzis.

Con l’iniziativa si è centrato l’obiettivo, visto che sono stati coinvolti nell’operazione di riqualificazione del perimetro esterno di Palazzo Paladini, moltissimi ragazzi di Lequile, tra cui gli stessi che avevano precedentemente imbrattato incautamente i muri.

“Ragazzi che parlano lo stesso linguaggio. Storie ed esperienze che, intrecciandosi, costruiscono un vero e proprio percorso di recupero sia dell’ambiente che delle relazioni -  afferma Luciana Delle Donne,  fondatrice della No Profit Cooperativa Sociale “Officina Creativa” che ha dato vita al progetto di reinserimento sociale “Made in Carcere”, da qualche anno ospitato proprio in alcune sale di Palazzo Paladini, grazie al supporto offerto dal Comune di Lequile. Ad oggi, infatti, il Palazzo è tornato ad essere una Fabbrica, accogliendo, ogni giorno, donne in stato di detenzione attenuata, che producono meravigliosi manufatti artigianali realizzati con materiali di recupero (STOREMADEINCARCERE.IT). Per dare una seconda chance ai tessuti ed anche alle persone.

"L'80% delle persone detenute che lavorano in carcere, non tornano più in carcere, abbattendo così, notevolmente, la recidiva; mentre l'80% delle persone che non vivono alcuna esperienza lavorativa in carcere, purtroppo tornano a delinquere una volta libere e ritornano in carcere - continua Luciana Delle Donne. Grazie all'ospitalità da parte del Comune di Lequile si può abbattere la recidiva in carcere procurando un riduzione dei costi per i cittadini e tutta la comunità. In questo modo si genera la possibilità di una seconda chance per ricominciare a volare e non essere più un peso per la comunità”.

Ieri, su iniziativa degli Assessori ai Servizi Sociali, Ornella De Giorgi, e alla Cultura, Antonio Spedicato, la positiva esperienza di Made in Carcere è stata raccontata in un incontro pubblico, anche attraverso la testimonianza della imprenditrice sociale Luciana Delle donne e di Ilaria Palma, responsabile di produzione dei laboratori sartoriali di Made in Carcere, a stretto contatto quotidiano con le donne detenute dei penitenziari di Lecce e di Trani.

Sempre durante la manifestazione sono stati premiati i ragazzi partecipanti al concorso di disegno, organizzato dal laboratorio di disegno, curato dalla pittrice lequilese Milena Guarascio.

“Con queste attività finalizzate ad educare alla bellezza e al rispetto verso tutti, anche verso chi ha commesso degli errori nel passato, siamo convinti davvero di dare un valido contributo al progresso civile della nostra piccola Comunità” hanno affermato gli Assessori Spedicato e De Giorgi.

 

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