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Made in Carcere protagonista al Premio Non Sprecare - VII edizione

24 novembre 2016 ore 9:00
Aula 200 - Viale Romania 32, Roma

Il Premio Non Sprecare, in collaborazione con LUISS, nasce da un'idea di Antonio Galdo e promuove progetti e buone pratiche economiche e sociali che mettano in discussione il paradigma contemporaneo dello spreco. Il Premio si rivolge a diversi segmenti della società civile e articola in cinque sezioni (Personaggio, Aziende, Istituzioni e Associazioni, Scuole, Giovani) rivolte a persone fisiche e/o giuridiche che abbiano realizzato, nel corso dell'anno, originali e utili iniziative antispreco. 

46pm

Il Premio si avvale della partnership di rilevanti e sensibili realtà del Paese: il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il WWF, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Gruppo editoriale Banzai, RAI Radio1, l’Università “Sapienza” di Roma, la Fondazione Catalano.

Saluti e apertura dei lavori
Giovanni Lo Storto Direttore Generale LUISS

Marcello Di Paola Docente di Global Justice ed Environment, Population and Sustainability LUISS, Direttore Scientifico del Premio
"Conoscenza: la fragilità della risorsa illimitata"

Premiazioni
Luciano Monti Docente di Politiche dell’Unione Europea LUISS - Sezione Scuole
Francesco Rullani Docente di Impresa e management LUISS - Sezione Associazioni e istituzioni
Paola Santoro Consulente di business e Docente LUISS nel Progetto ERS Lab - Sezione Giovani
Luciana Delle Donne Change manager, fondatrice di Officina Creativa e Leader del progetto Made in Carcere - Sezione Aziende

Interventi
Giovanni Sorlini Responsabile Ambiente, Qualità e Sicurezza Inalca Gruppo Cremonini "Il progetto mucca green e la clessidra ambientale"
Davide Carnevale Direttore Marketing Gruppo Acotel "Come realizzare l'efficienza energetica"

Antonio Galdo ideatore del Premio, consegna il riconoscimento della Sezione Personaggio 
Interviene: Simonetta Fiori Giornalista e inviata La Repubblica 

Intervento conclusivo
Enrico Giovannini Docente di Statistica Economica Università di Roma "Tor Vergata" e portavoce dell'Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile ASviS "L'Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile"

 

MAGGIORI INFORMAZIONI QUI

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Made in Carcere conquista L'oreal - Italia. Successo per le borse realizzate dalle Donne Detenute.

L’Oreal Italia anche quest'anno ha tenuto il suo  Family & Friends Sale a Torino e Milano garantendo generosamente a più di 5000 invitati offerte speciali, grandi sconti sui prodotti per la bellezza e tanto altro.

I brand che hanno partecipato: Ralph Lauren, Giorgio Armani, Yves Saint Laurent, Viktor&Rolf, Biotherm and Clarisonic.

Ma non solo. Anche per questa edizione L'Oreal Italia ha deciso di fornire ai propri avventori una resistente borsa Made in Carcere. Una capientissima borsa inquadrata realizzata con tessuto di recuper e manodopera delle Donne Detenute del carcere di Lecce e Trani.

E' stato inoltre allestito un piccolo corner per la promozione e la vendita degli oggetti del brand Made in Carcere.

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Una piacevole chiacchierata con l'Architetto Roberto Marcatti

Officina Creativa è entrata a far parte dell’Associazione per il Disegno Industriale (ADI) che riunisce progettisti, imprese, ricercatori, insegnanti, critici, giornalisti intorno ai temi del design: progetto, consumo, riciclo, formazione.

 

L’ADI si propone di promuovere e contribuire ad attuare le condizioni più appropriate per la progettazione di beni e servizi.

L’Associazione, il cui obiettivo è quello di promuovere la progettazione consapevole, interviene, infatti, nella progettazione di prodotti, servizi, comunicazione visiva, imballaggio, architettura di interno e nella progettazione ambientale.

L’ADI opera sia nel territorio nazionale che a livello internazionale. In particolare, in Italia riunisce oltre 1.300 soci residenti in tutto il territorio, attivi sia nelle iniziative della sede centrale di Milano che con manifestazioni autonome a livello locale con le sue 13 Delegazioni.

 

Abbiamo avuto l’occasione di incontrare il presidente di ADI Puglia e Basilicata, l’Arch. Roberto Marcatti, il quale ha gentilmente risposto alle domande degli studenti dell’Università LUISS Guido Carli di Roma, che hanno svolto un mese di tirocinio presso Officina Creativa nell’ambito del progetto VolontariaMENTE.

Incontriamo l’Architetto, insieme alla moglie, Cintya Concari, presso la loro residenza estiva, una ex manifattura tabacchi trasformata in una casa di charme nel centro storico di Zollino (LE).

Veniamo gentilmente accolti e condotti in un breve tour della proprietà. L’Architetto spiega agli studenti la storia della Casa Tabacchina e gli interventi di restauro che sono stati effettuati. La dimora coniuga magistralmente elementi di design ed innovazione con tradizione e storia, in un’alchimia perfetta tra antico e moderno.

La curiosità degli studenti e l’estrema cordialità dei padroni di casa, conducono immediatamente ad una chiacchierata ed uno scambio di prospettive su tematiche quali: ambiente, design di prodotto, innovazione sociale.

 

Abbiamo, in particolare, posto alcune domande all’Arch. Marcatti.

 

Buongiorno Presidente. Siamo lieti di aver ottenuto l'inserimento di Made in Carcere nell'ADI. Come è venuto a conoscenza del progetto, e di Luciana Delle Donne? 

Conoscevo Luciana Delle Donne già prima di assumere il ruolo di Presidente della Delegazione ADI Puglia e Basilicata. Nutro da sempre un interesse per tematiche sociali e territoriali specifiche, e sono sempre alla ricerca di progetti portati avanti da innovatori sociali, come quello di Made in Carcere o di XFOOD (Ristorante Sociale a San Vito dei Normanni, Brindisi).

In particolare cerco progetti che abbiano una sfida progettuale, che abbiano un qualcosa da dire, un messaggio da veicolare. Ritengo che a monte di un grande progetto ci deve essere una grande volontà di trasmettere un messaggio.

 

Io stesso, insieme a mia moglie, abbiamo partecipato a diversi programmi di cooperazione internazionale, guidati dalla consapevolezza che servono lenti diverse per vedere nuovi scenari. Spesso mi sento un diverso, un sognatore. I grandi sognatori vengono presi per matti, folli, ma ad essi basta una piccola notizia, una persona che li capisca, per avere la forza di andare avanti, di proseguire.

 

Come crede che il sistema industriale del design italiano possa evolversi nei prossimi anni in tema di sostenibilità e di responsabilità sociale dimpresa?

I progettisti devono occuparsi di salvaguardia e tutela e devono acquisire la consapevolezza che con il loro lavoro possono cambiare la vita della persone.

Bisogna considerare che attualmente solo il 10% della popolazione mondiale lavora ed usa il design, quindi bisogna che la cultura del progetto inizi a pensare, progettare e produrre oggetti, sistemi, ricerche e servizio per il restante 90% della popolazione globale.È, dunque, fondamentale che il design intercetti i bisogni attuali e metta in atto un processo di redistribuzione, utilizzando materiali innovativi e creando prodotti più consapevoli e fruibili.

Il design da sempre mette al centro l’uomo e porsi l’obiettivo di migliorarne le condizioni di vita, in qualsiasi parte del pianeta,

non ci devono essere differenze tra una parte del pianeta ricca e opulenta , e l’altra ridotta alla fame e alla sete, dove la prima parte sfrutta e usufruisce anche delle risorse ambientali e naturali di quei Paesi meno fortunati non lasciando NIENTE sul territorio.

Il benessere oggi non è certo uno status, ma è anche tempo, salute, un nuovo ordine mentale, la consapevolezza di aiutare ed interagire con altri popoli ed altre culture, dalle quali si può anche trarre beneficio reciproco dalla CONOSCENZA.

 Dunque, c’è ancora molto da capire su ciò che le persone e sopratutto le imprese, interpretano per definire una parola “design” molte volte stra – abusata e stra – usata in modo impreciso ed improprio.

 

E’ importante considerare che se si ripensa il concetto di design è anche possibile creare nuovi posti di lavoro. Acquisendo sensibilità e consapevolezza di cosa il design deve essere, è possibile non solo migliorare il benessere dei cittadini, ma anche degli addetti del settore, creando nuovi posti di lavoro per le nuove generazioni che sono in grado di generare innovazione.

 Il compito dell’ADI, in questo scenario, deve essere quello di agevolare il processo di trasformazione del sistema in toto, poiché, come già detto, servono lenti diverse per vedere nuovi scenari, consiglio a tutti la lettura di un libro straordinario

“Design for the real world” di Victor Papanek molto più attuale oggi di quando fu scritto dall’autore negli anni ’70.

 

Ringraziando l’Architetto per la sua disponibilità, ci lascia con uno spunto di riflessione tratto dal suo libro “Frasario per giovane designer - ovvero per ragazzo di belle speranze, in cerca di lavoro anche gratis” (R. Marcatti – Robin Edizioni, 2008):

 

“Dedicato ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.

Costoro non amano le regole, specie i regolamenti, e non hanno alcun rispetto per lo status quo.

Potete citarli, essere in disaccordo con loro, potete glorificarli o denigrarli. Ma l’unica cosa che non potrete mai fare loro, è ignorarli.

Perché riescono a cambiare le cose, perché fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio.

Perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.”

(Steve Jobs)

 

www.adi-design.org

 

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Entra nella nostra rete ed apri un Temporary Store Made in Carcere

I prodotti Made in Carcere hanno una bella storia da raccontare, fatta d'amore e dignità. Parlano di tutela ambientale e inclusione sociale. Sono realizzati con tessuti e materiali di recupero per dare una seconda chance a Donne detenute ed una nuova vita a Tessuti ed Oggetti. 

Se vuoi fare parte di questa storia e raccontarla anche tu nel tuo punto vendita, scrivici ed apri il tuo Temporary Store Made in Carcere. 

Contattaci 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Tel. +39 0832-092187     Cell. +39 335-7650327
Made in Carcere marchio di Officina Creativa s.c.s 
Via Abramo Balmes 24, Lecce (Italy)

 

 

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I Frutti del Carcere alla Loggia dei Mercanti

L'11 Giugno 2016 la Loggia dei Mercanti di Milano ha accolto la quarta dizione di I frutti del carcere, l'iniziativa organizzata dall'Associazione per i Diritti dedicata all'economia carceraria.

Tra gli oltre 30 gli espositori provenienti da tutt'Italia con alimenti, abbigliamento e accessori prodotti dai detenuti, è stata presente anche Made in Carcere. 

L’iniziativa ci ha visti partecipare con il nostro stand, con l’obiettivo di presentare i nostri valori, attività, i frutti del nostro lavoro ma sopratutto un nuovo stile di vita

Oltre, ai prodotti del brand Made in Carcere e 2nd Chance, siamo stati presenti anche con la linea I RE-Neri, il cui obiettivo il cui obiettivo è combattere la contraffazione e la concorrenza sleale ai negozianti e trasformare i migranti che vendono illegalmente in lavoratori legali a tutti gli effetti. 

La giornata ha avuto come obiettivo quello di sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica sul valore del lavoro intesto come momento di formazione ed esperienza necessario affinché le persone, e nel caso specifico i detenuti, possano riacquistare fiducia nelle proprie capacità, preparandosi a ritrovare un posto all’interno della società. 

Numerosi sono stati i momenti di confronto e gli interventi di esperti, operatori del settore, docenti universitari e volontari, uniti nell’obiettivo di trasformare la pena in assunzione di responsabilità.

Per noi è stata una grande emozione vederci tutti insieme con donne e uomini detenuti in libera uscita a riflettere sul l'iro reati e sul possibile reinserimento nella società civile. 

View the embedded image gallery online at:
http://www.madeincarcere.it/it/blog2#sigProId4a42acabc3

 

 

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Luciana delle Donne con Made in Carcere entra nella rete internazionale di innovatori sociali di Ashoka

L’imprenditrice, che opera in Italia, ha superato le 5 fasi di selezione per entrare a far parte di Ashoka ed è una nuova Fellow Ashoka, una carica che l’accompagnerà per tutta la vita. 

Con il suo progetto Made in Carcere Luciana ha dato vita ad un brand “sociale” che contraddistingue una serie di prodotti artigianali realizzati con materiali di riuso (avanzi di magazzino, ritagli di lavorazione, ecc..) in alcuni penitenziari italiani da sartine detenute regolarmente contrattualizzate. La filosofia alla base del progetto è, infatti, proprio quella della “seconda chanche” che si offre non solo alle detenute ma anche ai tessuti, lanciando a tutti un chiaro messaggio per il reinserimento sociale di fasce svantaggiate e per la tutela ambientale. Made in Carcere crea opportunità di lavoro sostenibili, restituendo dignità alle detenute ed alla loro condizione, insegnando loro le regole del lavoro e, ovviamente, vere e proprie nuove abilità spendibili, poi, sul mercato una volta scontata la pena.

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MADE IN CARCERE per Acquerello

Sulla tavola degli CHEF DEI CAPI DI STATO del MONDO
E' stata direttamente Maria Nava Rondolino, sensibile alla cause sociali, a scegliere MADE IN CARCERE per un allestimento alternativo e di impatto etico per la grande tavolata attorno alla quale, lo scorso 18 luglio, a Tenuta Colombara, in provincia di Vercelli, si sono ritrovati gli chef dei leader mondiali, più precisamente, 20 rappresentanti dell'associazione culinaria più esclusiva del mondo, il «Club des Chefs des chefs», Club degli chef dei capi.

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MadeInCarcere e IRENERI insieme per il progetto che rivoluziona la lotta alla contraffazione

Legalità, sostenibilità, futuro. Made in Carcere e IrenerI, hanno scelto di fare un pezzo di strada insieme e sperimentare nuove formule di distribuzione. IrenerI, infatti, vendono una linea di accessori originali per combattere la contraffazione e la concorrenza sleale ai negozianti e trasformare i migranti che vendono illegalmente in lavoratori 100% legali.

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Il progetto leccese Made in Carcere® tra le cinque realtà sociali italiane con idee innovative che esporteranno all’estero le loro soluzioni, in qualità di Fellow di Ashoka Italia.

Dal lavoro nelle carceri, alla lotta alla mafia; dai congedi di maternità fino alla tecnologia a scopo educativo: l’innovazione Made in Italy parte anche dal sociale. Se ne parlerà il 22 Novembre a Milano alle 18.00 al Vodafone Theatre. 

Ashoka, la più grande rete al mondo di innovatori sociali, ha selezionato quest’anno cinque nuovi imprenditori sociali (Ashoka Fellow) italiani che offrono approcci creativi alla risoluzione di problemi fondamentali per il nostro Paese e per il resto del mondo, trasformando urgenze collettive in soluzioni e in occasioni di lavoro. 

Entrare nella rete globale di Ashoka garantisce ai Fellow programmi internazionali di affiancamento, coinvolgimento di diversi professionisti, ampliamento della propria impresa sociale, replica del proprio modello e riconoscimento come voce di spicco nel proprio settore. L’obiettivo è un cambio dei sistemi non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. 

Alcuni esempi concreti. 

Come agire in modo incisivo sulla partecipazione delle donne nel mondo del lavoro? 

Luciana delle Donne fonda Made in Carcere un progetto divenuto di riferimento nel mondo non-profit, che concilia etica ed estetica, dove tutti gli attori protagonisti vincono. I principi dell'iniziativa sono infatti l'impatto ambientale e l'inclusione sociale. Il modello è quello della "second chance": una seconda opportunità per le donne detenute che, oltre ad imparare un mestiere, costruiscono un percorso di riavvicinamento al mondo reale, e per i tessuti e gli oggetti che vengono recuperati presso le aziende tessili italiane ed europee.  Tutto ciò per dimostrare che anche in luoghi di disagio e degrado, la bellezza può creare valore. 

 

“In questo modello che mi piace definire di benessere diffuso, tutti gli attori coinvolti vincono, con un importante impatto sull’ambiente e sulle persone”.

Luciana Delle Donne

 

Riccarda Zezza capovolge il modo delle aziende di pensare al congedo di maternità: la maternità è come un master, un percorso formativo capace di far acquisire competenze di leadership da poter attuare sul lavoro. L’esperienza di MAAM – Maternity as a Master dimostra che investire sulle neomamme aumenta la competitività di un’azienda, anziché danneggiarla.  

 

Il tema della lotta alla criminalità organizzata vede due protagonisti nella rete italiana di Ashoka. Dario Riccobono, fondatore di Addiopizzo Travel, che opera in Sicilia nel settore del turismo etico e libero dal pizzo, nato sulla scia del movimento Addiopizzo. In Calabria, invece, Vincenzo Linarello porta avanti, con il gruppo cooperativo GOEL, un’intensa lotta alla ‘ndrangheta e alle massonerie deviate, mirando al “cambiamento della Locride e della Calabria nell'affermazione piena della libertà, della democrazia, della giustizia sociale ed economica”. 

Non manca il tema dei giovani e dell’abbandono scolastico degli adolescenti, che in Italia raggiunge il 30%. Alfonso Molina di Fondazione Mondo Digitale utilizza la tecnologia in percorsi di apprendimento pratico per giovani disoccupati per educarli a valori fondamentali come l’empatia e il lavoro di squadra. 

Francesca Fedeli è invece la prima Fellow selezionata da Ashoka Italia, nel 2015: con il suo progetto Fight The Stroke applica le ricerche neurologiche più all’avanguardia per migliorare le tecnologie disponibili per la cura delle giovani vittime di ictus. Un altro Fellow 2015 è Mario Molteni che attraverso E4impact propone un modello di executive MBA facilmente replicabile a sostegno dell’imprenditoria d’impatto in Africa. 

Questi e altri protagonisti dell’innovazione sociale italiana si riuniranno il 22 novembre alle ore 18, nella cornice del Vodafone Theatre di Milano, in un’occasione unica di incontro, condivisione e confronto di buone pratiche e percorsi comuni, sotto la stimolante moderazione di Antonella Broglia, TEDx Europa Senior Ambassador. 

 

Dopo il lancio di Ashoka in Italia due anni fa con il programma internazionale This Works! per la lotta alla disoccupazione nei Paesi dell’Europa meridionale - che ha portato alla replica di 17 soluzioni innovative in Italia, Grecia e Spagna - Ashoka Italia continua a diffondere, nel nostro Paese e nel mondo, il lavoro dei  propri Fellow. Le attività di lotta alla criminalità organizzata di Dario Riccobono e Vincenzo Linarello, per esempio, stanno facendo il giro del mondo grazie a diversi programmi internazionali di Ashoka, così come il nuovo modello di riconoscimento della maternità all’interno delle aziende promosso da Riccarda Zezza, ospite a Washington il mese prossimo insieme a Linarello. 

Il messaggio principale che la rete di Ashoka attualizza e diffonde è che tutti possiamo – e dobbiamo – essere agenti del cambiamento: Everyone a changamaker. Gli imprenditori sociali di Ashoka sono persone con storie diverse, provenienti da settori differenti, che hanno semplicemente e coraggiosamente, fatto una scelta trasformandola poi in un’attività di imprenditoria sociale. Per formare cittadini in grado di operare simili scelte il mondo dell’istruzione è fondamentale. Anche questo è un tema di cui si parlerà durante la serata del 22 novembre, attraverso un incontro con alcuni professori della rete di Ashoka - Paolo Rossi dell’Università del Piemonte Orientale, e Daniele Manni, finalista al Global Teacher Prize nel 2015 - sull’importanza ed il ruolo della scuola e dell’università nella formazione di futuri attori del cambiamento. 

Ma chi è un changemaker? Quali sono le qualità che lo caratterizzano? Il changemaker mira tenacemente al bene comune. Fa buon uso dell'empatia per identificare un problema specifico o un’opportunità da sfruttare all'interno del suo ambiente, e decide di attivarsi a riguardo. Ma deve andare anche oltre. Le iniziative di innovazione sociale dei changemaker di Ashoka non si limitano a creare impatto positivo né ad ampliarlo su più larga scala, ma mirano a modificare interi sistemi, ovvero le leggi, le politiche, le pratiche organizzative del lavoro, l’economia. 

Viviamo in mondo sempre più interconnesso e che si evolve sempre più rapidamente. La complessità e la portata delle sfide sociali globali non permettono più di agire in un’ottica settoriale, ma richiedono una collaborazione tra diversi attori nella definizione di nuove strategie e nella diffusione di soluzioni di successo, che abbiano impatto globale nel modificare interi modelli e comportamenti.  

“Le grandi idee sono grandi perché sono infettive: ispirano altri a fare lo stesso” (Bill Drayton, Fondatore di Ashoka) 

Ashoka agisce anche come facilitatore di tali connessioni e alleanze, con l’obiettivo di agevolare gli innovatori sociali a universalizzare la loro iniziativa nel più breve tempo possibile. Durante la serata del 22 Novembre ci saranno due momenti di tavola rotonda con altri protagonisti dell’innovazione sociale italiana: la prima con Flaviano Zandonai (IRIS Network), Elena Casolari (ACRA e Opes Fund) e Alessandro Valera (Ashoka Italia), moderati da Davide Agazzi (Comune di Milano); la seconda insieme a Fondazione Cariplo, Fondazione Vodafone e Lifegate

L’evento si terrà al Vodafone Theatre di Milano, in Via Lorenteggio 240. Le registrazioni apriranno alle 17.30, per iniziare puntuali alle 18.00. A seguire verrà offerto un aperitivo. Per iscriversi è necessario compilare il form al seguente link: everyoneachangemaker.eventbrite.com. 

 

 

 

EVERYONE A CHANGEMAKER 

Fai la tua parte! 

In qualunque settore si operi, a qualunque livello, si può essere innovatori e attivare il cambiamento. Il 22 novembre vieni a conoscere gli imprenditori sociali di Ashoka Italia e scopri come diventare parte attiva di questo movimento. 

 

Contatti 

MARTEDÌ 22 NOVEMBRE 2016 ore 18.00 - 20.00 

Vodafone Village Theatre Via Lorenteggio 240, Milano 

A SEGUIRE APERITIVO! 

·  Giulia Sergi, Responsabile dell’evento: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

·  Laura Prinzi, Direttrice programmi di Ashoka Italia: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Segui Ashoka Italia su Facebook: https://www.facebook.com/AshokaItalia 

 

 

Collaborano all’evento: 

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“Chef4Charity”, dieci artisti del gusto al lavoro nel Salento per ricostruire un pezzo di Amatrice

 

Appuntamento venerdì 28 ottobre al Castello Angioino di Gallipoli per la cena gourmet cui prenderà parte anche il presidente Michele Emiliano e tutti i salentini di buon cuore che vorranno contribuire all’iniziativa solidale.

Hashtag ufficiale della serata: #Chef4Charity

Una squadra di dieci artisti del gusto è al lavoro in queste ore nel Salento per costruire un evento di solidarietà a sostegno della popolazione di Amatrice: tra questi – solo per citarne alcuni - lo chef stellato Giuseppe Di Iorio, in arrivo dall’ “Aroma Restaurant” di Roma, il suo collega di “Bleu Salento” Franco Tornese, Simone De Siato per la Boscolo Etoile Academy di Tuscania e Alessio Gubello, della Tenuta Mosè di Sannicola, ideatore e promotore dell’iniziativa: obiettivo, costruire una serata gourmet dedicata al gusto, all’arte e alla musica, ma soprattutto alla solidarietà.

Appuntamento venerdì 28 ottobre alle 20.30 nello splendido Castello Angioino di Gallipoli, dove l’arte culinaria del team di professionisti del gusto in questione incontrerà il cuore di un lungo elenco di amministratori e cittadini di buon cuore della provincia salentina, idealmente capitanati dal presidente della Regione Michele Emiliano, e quello di tutti coloro che vorranno contribuire, partecipando al convivio, alla raccolta di fondi da destinare alle popolazioni terremotate del Centro Italia. 

La somma, versata come liberalità e deducibile fiscalmente, sarà devoluta infatti per intero alla cittadinanza di Amatrice.

L’iniziativa, condivisa con Officina Creativa, la no profit del famoso brand Made in Carcere, in collaborazione con Actionaid Lecce e Comune di Gallipoli e patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Lecce e Comune di Gallipoli, sarà caratterizzata da una serie di accessori appositamente creati dalle donne detenute nel Carcere di Lecce e dal sorteggio di un prezioso monile realizzato dal designer-orafo Gianni De Benedittis, guru del brand “futuroRemoto”: un anello che rappresenta il battente antico di una porta, simbolo domestico per eccellenza e dunque emblema di una ricostruzione possibile.

Il team di chef al lavoro già da settimane per preparare la cena gourmet sta realizzando un tipico menu di Amatrice ripensato con i prodotti di alcune tra le più prestigiose aziende agroalimentari locali, e impreziosito dai vini di alcune delle migliori cantine del Salento, serviti dai professionisti dell’Associazione Italiana Sommelier di Lecce.

Alla cena, a numero chiuso, sono stati invitati i rappresentanti delle maggiori istituzioni locali pubbliche e private, a sancire l’impegno personale e politico di rappresentanza nei confronti di un territorio sempre in prima linea quando il cuore chiama, ma in generale tutti i salentini di buona volontà, che potranno partecipare alla serata contattando la segreteria organizzativa:

 

Segreteria Organizzativa

cell. +39 338 5622814 (Cristina Arigliani)

cell. +39 327 6678209 (Eleonora Tricarico)

tel. 0832 09 21 87 (Ufficio Officina Creativa)

Dalle ore 9.00 alle ore 19.00

 

Relazioni istituzionali

Alberto Chiriacò cell. +39 339 34 32 321

Ufficio stampa

Leda Cesari (tel. 393.7010429)

Rosaria Bianco (tel. 328.6278924)

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Una seconda chance per volare a Palazzo Palladini

Il 16 Maggio si è svolta in piazza Europa a Lequile (LE) la manifestazione “una seconda chance per volare”, organizzata dagli assessorati alla Cultura e ai Servizi Sociali, cui Made in Carcere ha partecipato attivamente. 

Obbiettivo dell’evento è stato quello di coinvolgere i giovani in un’attività collettiva di riqualificazione del quartiere attraverso la street art e più in generale di sensibilizzare la cittadinanza alla tutela del bene comune. 

Durante l’evento, della durata di due giorni, alcuni muri della Fabbrica di Paladini, si sono trasformati in grandi tele, a disposizione di un gruppo di writers professionisti, che hanno creato vere e proprie opere d’arte urbane. Ad accompagnare il lavoro di creazione dei murales, esibizioni estemporanee dei corsisti del laboratorio di tamburo diretto da Vito De Lorenzis. 

 

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Social Impact alla LUISS Business School

Il 20 Maggio Luciana Delle Donne ha tenuto una lezione agli studenti MBA del corso di Social Impact presso la LUISS Business School. 

Come migliorare la performance economica, sociale ed ambientale di un’organizzazione? 

Questa è stata la sfida proposta agli studenti da Luciana Delle Donne che, ha cercato di trasferire agli studenti le proprie capacità organizzative e di team building, sottolineando che per gestire le attività di un’impresa sociale è necessario essere tenaci, saper riconoscere le priorità ed avere una disciplina nel decision making, tale da eseguire strategie di successo e raggiungere risultati positivi. 

 

 

 

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"Festival della Lentezza" dal 17 al 19 giugno nella Reggia Ducale di Colorno (PR)

Dal 17 al 19 giugno nella Reggia Ducale di Colorno (PR) anche noi saremo presenti a raccontare la nostra storia impossibile, fatta di sogni ad occhi aperti. Protagonisti gli Orti Verticali che racconteranno il ritmo giusto. Quello della natura!

COLORNO - Dopo il successo della prima edizione torna il Festival della Lentezza, promosso dall’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi in collaborazione con il Comune di Colorno, e i patrocini della Provincia di Parma, di Slow Food, dei Borghi Autentici d’Italia, di Banca Popolare Etica.

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Made in Carcere innalza la BORSA Più GRANDE DEL MONDO per abbattere la RECIDIVA

Made in Carcere innalza la BORSA Più GRANDE DEL MONDO per abbattere la RECIDIVA

6 metri d’altezza, 6 di lunghezza, 3 di larghezza ed una tracolla lunga 8 metri.

Una mega borsa in cui guardarci dentro, per obbligare ad osservare il mondo con occhi diversi: attraverso un percorso all’interno, Made in Carcere mostra come la recidiva si riduca grazie al lavoro nei penitenziari.

E’ realizzata, come sempre, dalle sartine detenute con tessuti recuperati dalle varie aziende sensibili al progetto che, in questo modo, danno nuova vita ai tessuti che vengono così re-immessi nel processo produttivo.

A reggerla è un’anima in alluminio, architettata da Officine Tamborrino.

Il percorso all’interno della borsa è studiato per evocare il passaggio dal buio della cella al colore del lavoro per arrivare alla luce di una possibile riabilitazione sociale

La “Made in Prison Standing Bag” sarà esposta nello Spazio ADI di Via Bramante 42.

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